Il Blog di Viaggi di Marco

I miei racconti

6

Ott

Mi querida Habana…

Scrivere un pezzo sull’Avana mi fa un certo effetto, un po’ mi fa sorridere. E’ come se dovessi scrivere un pezzo su una persona che adoro, su mia madre, sulla donna che amo. Perchè quello che provo per questa incredibile città è senza dubbio amore puro. La prima volta che sono stato all’Avana è stato nel Giugno del 1994. A Cuba si era nel pieno del Periodo Especial, un lungo periodo di crisi economica seguita al crollo dell’impero sovietico che mise in gravi condizioni il popolo cubano. Popolo cubano che come sempre, a dispetto di tutto e di tutti, ne venne comunque fuori con forza e orgoglio. Ricordo quasi ogni  minuto di quella mia prima giornata all’Avana. Fu un vero colpo al cuore, un flechazo de cupido, per usare un termine hispanico, che realmente mi segnò per sempre e mi costrinse (e magnificamente ancora mi costringe) ad amare L’Avana e Cuba per sempre. Da allora a Cuba (e ad ogni viaggio comunque sempre anche L’Avana) sono tornato più di 20 volte.

Ci sono poche città al mondo a mio avviso come L’Avana. Che L’Avana sia incredibilmente bella penso sia un dato oggettivo e non soggettivo, poi la si può ovviamente amare o odiare, difficilmente se ne rimane comunque indifferenti. Ma a mio avviso quello che colpisce dell’Avana (colpiva…? Ahimè…) è l’incredibile atmosfera unica che si respira e le sensazioni ed emozioni vibranti che ti trasmette. Ricordo di essermi emozionato e commosso più di una volta ammirando la luce giallo intenso dei tramonti sul Malecon o perdendomi dentro gli occhi puri e malinconici dei suoi abitanti un po’ più agèe.

Se siete stati a Cuba in quegli anni, o se ci verrete ora per la prima volta inevitabilmente non rivedrete la stessa  Avana di allora, e probabilmente non rivivrete le stesse emozioni. Questo lo percepisco da chi va oggi a Cuba per la prima volta e vedo tornare certamente non deluso ma con meno entusiasmo e occhio lucido di quanto non accadesse almeno un decennio fa. Allora, e soprattutto nei ’90, Cuba e L’Avana erano 2 realtà (una unica realtà ovviamente) che a stento sopravvivevano. Però c’era qualcosa di magico e infinitamente puro e malinconico che ti attanagliava e in qualche modo ti univa in maniera quasi carnale a questa città e alla sua gente. E non parlo solo delle ragazze. Quando passeggiavi, o semplicemente lo percorrevi con la tua auto TUR, per il Malecon ti sembrava di essere a Beirut (restando in un periodo storico più vicino ai primi anni ’90). Case divelte e distrutte da incuria, umidità e salino, tratti di strada spesso sprovvisti dei tombini. Ma vi assicuro che era uno spettacolo unico. Sembrava letteralmente di essere arrivati in quel cazzo di posto trasportati dalla macchina del tempo e di essere tornati indietro di almeno 50 anni. Per non parlare delle mareggiate sul Malecon, con le onde che si infrangevano sugli scogli e ti passavano letteralmente sopra la testa per finire sul marciapiede opposto, oltre ovviamente alle colonne d’acqua che venivano sputate fuori dai tombini scoperti o assenti. Ovvio, tutto questo ancora accade, le mareggiate continuano ad esserci e le onde continuano ad arrivare ai marciapiedi opposti. Oggi però, generalmente, il Malecon in queste condizioni viene chiuso. In quel periodo ognuno aveva un po’ il suo posto del cuore dove terminare la serata (o iniziare…le notti all’Avana erano sempre mooooolto lunghe), c’era chi andava alla Tasca, chi all’Achè (la discoteca dell’Hotel Cohiba, oggi Havana Cafè), e chi al Palacio de la Salsa all’Hotel Riviera. Noi generalmente, quando non decidevamo di arrivare fino al piccolo ma mitico Guanabo Club a Playa del Este,  le terminavamo o passavamo al bellissimo 1830 (milocho) in fondo al Malecon. Che ricordi…..

Malecon de La Habana – 1996

Ma questo ovviamente non vuole essere un pezzo malinconico (difficile parlare dell’Avana senza essere assaliti da una malinconia e una nostalgia struggente….). Cuba es Cuba e L’Avana ancora oggi è una città fantastica e bellissima. Per certi versi è molto più bella oggi. Il suo centro storico ampiamente recuperato e ristrutturato è veramente eccezionale. Il Vedado, che tutto sommato non è cambiato molto dal passato se non per la presenza oggi di nuovi ristoranti ed attività sul Malecon, rimane un quartiere elegante e fascinoso. E qui il mio consiglio è di girarlo strada per strada senza una meta ben precisa perchè ogni angolo, ogni casa regala scorci e suggestioni uniche. Tutto sommato anche Miramar è rimasta un po’ la stessa, d’altronde anche in quegli anni era già un quartiere elegante e molto curato.

Qualcuno vi dirà che Bodeguita del Medio e Floridita sono ormai locali troppo turistici. Il mio consiglio è invece di andarci eccome e di goderne appieno la bellezza e le emozioni che a mio avviso ancora riusciranno a trasmettervi. Magari riuscendo ad andarci in momenti in cui non sono assaltati dai turisti mordi e fuggi. E se probabilmente è vero che non sarà alla Bodeguita che berrete il miglior Mojito della vostra vacanza posso assicurarvi invece che non berrete Daiquiri migliore di quello della Floridita.

Roly – Il mitico General, storico Barman del Floridita e il suo fantastico Daiquiri

Rileggendo il pezzo mi viene il sospetto di trasmettere sensazioni belle e positive solo per L’avana di un tempo. No, non è così….il mio per L’Avana è un amore sincero ed eterno. E’ un po’ il primo amore ma è anche un amore che resta vivo e che non tradirò mai. Non esiste momento in cui non desideri di essere li o di tornarci prima possibile. D’altronde è vero che Cuba tutta è bellissima ma come dicono gli Habaneros…Cuba è l’Avana…il resto è campagna (nessuno si arrabbi…è un refrain cubano ma ovviamente so perfettamente che non è vero)…

D’altronde come dice Robert Redford nella scena iniziale del bellissimo Film Havana di Sydney Pollack “Sono stato in molte città dopo Pearl Harbor, ed ognuna ha qualcosa che mi piace, persino Las Vegas. Ma c’è una sola città che mi manca…”

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