Il Blog di Viaggi di Marco

I miei racconti

EL-NIDO

28

Dic

El Nido – Ultima frontiera verso il Paradiso

Quando atterri all’aeroporto (se così si può chiamare) di El Nido hai una strana sensazione, comunque bella. Capisci subito di essere arrivato in un posto speciale, fuori dal mondo. Sarà per l’immediata cordialità della gente del posto che ti accoglie con un gruppetto di locali che intonando un canto filippino ti salutano ballando o per i due jeepneys (i tipici bus filippini) che ti portano dall’aereo alle capanne che fanno da terminal, o ancora per l’area bagagli che altro non è che un cannucciato di bamboo con sfondo spiaggia.

Area Bagagli Aeroporto di El Nido

A El Nido le giornate passano tra escursioni alle splendide isole calcaree che fanno da corollario al paesaggio e serate spensierate sulla spiaggia del paesino. Già verso le sei di sera i locali cominciano a grigliare pesce e crostacei a volontà e qualcuno si azzarda anche a proporre maiali alla brace su grossi spiedi. La stradina retrostante la spiaggia viene chiusa al traffico e diventa solo pedonale. L’atmosfera è molto easy e rilassata. Solo un paio di locali azzardano un po’ di musica dal vivo per far ballare la gente sulla spiaggia.

La spiaggia del centro di El Nido la sera

Se invece hai voglia di allungare un po’ scopri un mondo a parte. Percorrendo la spiaggia verso nord imbocchi una stradina che porta alla spiaggia di Caalan. Appena la stradina gira regalandoti un panorama di El Nido mozzafiato si trova un suggestivo piccolo cimitero proprio a ridosso della spiaggia e a seguire una serie di piccoli resort abbastanza spartani che invitano al totale relax. Considerando che quella è l’unica stradina che arriva qui viene spontaneo domandarsi come abbiano portato i materiali e gli arredi…ma anche nelle Filippine spesso è meglio non farsi troppe domande.

El Nido vista dalla spiaggia di Caalan

Se la spiaggia del paesino di El Nido, e anche quella di Caalan, non sono nulla di che e non invogliano certo al bagno, le isole intorno sono qualcosa che si avvicina molto alla nostra, per lo meno la mia, concezione di Paradiso Terrestre. Acque calme trasparenti con colori che vanno dal turchese allo smeraldo, picchi calcarei che emergono dal mare azzurro, lagune di tutte le dimensioni che si aprono e si chiudono un po’ ovunque.

The Big Lagoon

Certo barche che girano ce ne sono ma non siamo ancora allo scellerato affollamento di Phi Phi Island e le stesse barche sono tutte ancora abbastanza caratteristiche. I Tour che si fanno sono 4 e sono intitolati con le prime 4 lettere dell’alfabeto. Sicuramente esiste la possibilità di fare escursioni privatamente con barche più piccole e spartane ma non meno sicure e divertenti (e noi ne siamo stati testimoni diretti). Qualcuno azzarda anche escursioni in canoa partendo direttamente dalla spiaggia di El Nido ma la distanza non è proprio da cinquantenne impigrito quale sono io….

Ovviamente la bellezza della zona di El Nido non si limita alle splendide isolette. D’altronde siamo sull’isola di Palawan che probabilmente è una delle più belle delle Filippine. Come di consueto quando viaggio in posti di mare del sudest asiatico noleggiamo gli scooter e ci avventuriamo alla scoperta delle zone limitrofe. La prima spiaggia che incontriamo è anche la più bella che vedremo sulla terra ferma, intendendo Palawan per terra ferma, Las Cabanas (o Marimegmeg Beach). Già il panorama dall’alto prima di scendere sulla spiaggia anticipa che si sta per raggiungere un luogo fantastico.

Las Cabanas e Marimegmeg Beach

La spiaggia è abbastanza lunga e molto bella, tranquilla, la prima parte totalmente libera, la seconda dotata di bar con lettini (che però essendo fortunatamente pochi vanno esauriti abbastanza presto). Palme e alberi vari garantiscono un po’ di ombra per fantastici sonnellini da assoluto relax. Percorrendo tutta la spiaggia si arriva al piccolo istmo che porta ad un isolotto dove i più temerari (qui esagero un po’) approdano appesi a funi metalliche che partono da un’area sopraelevata alla spiaggia. Questa pratica si chiama Zipline ed effettivamente sembra divertente ed adrenalinica…per ora però io la lascio ad altri.  Subito dopo l’istmo comincia un’altra spiaggia, decisamente più selvaggia ed isolata con acque basse e calde dove sdraiarsi in una sorta di jacuzzi naturale che sembra fatta apposta per rosolarsi al sole. In due parole un posto fantastico. Questo tratto di spiaggia si chiama Dolarog.

Dolarog Beach

La tanto decantata Nacpan Beach (o Twin Beach che dir si voglia) ci delude un po’. Per carità, spiaggia fantastica che percorriamo liberamente tutta coi nostri scooter, cercando di non arrecare disturbo a nessuno, ma il mare da l’impressione di essere sempre un po’ agitato modello spiagge oceaniche ed il colore dell’acqua, seppur bello, non è eccezionale, soprattutto considerando la bellezza delle spiagge degli isolotti della zona.

Nacpan Beach

La spiaggia gemella a sud invece è molto più bella, qui il mare è una tavola ed il colore dell’acqua torna essere di quelli giusti per i miei canoni. Stranamente qui non ci viene nessuno. Ci accomodiamo in un ristorantino sulla sabbia che altro non è che una tettoia in bamboo con 4 tavolozzi di legno e relative panche. Tra un bagno e l’altro mangio ottimi calamari alla griglia… Un aneddoto divertente di Tween Beach lo riscontriamo invece al nostro arrivo quando ovviamente ci catapultiamo con gli scooter in spiaggia e raggiungiamo il punto dove le due spiagge sono più vicine una dietro all’altra. Già alcuni cartelli in inglese avvisano di un non meglio precisato contenzioso fra evidentemente alcuni abitanti della punta della spiaggia ove sorge un piccolo promontorio e le autorità locali. Inoltre troviamo una zona recintata ove un’improbabile e pacifica guardia armata di mitra ci spiega molto gentilmente che non possiamo andare oltre e mentre lo fa spesso se la ride di gusto. Ci invita a passare di li se vogliamo per raggiungere l’altra spiaggia. Sinceramente non ho capito bene che diavolo stia succedendo a Tween Beach fatto sta che o te ne stai sulla spiaggia di Nacpan a nord o in quella più tranquilla di Calitang (ed io vi consiglio questa) ma è vietato raggiungere la congiunzione finale delle due spiagge.

Calitang Beach

Tutto sommato la sorpresa più gradevole della giornata l’abbiamo quando decidiamo di venire via e salendo ancora verso Duli Beach deviamo sul piccolo paesino di Barangay Bucana. Qui veniamo letteralmente travolti da una sensazione di purezza ed umanità che ci viene trasmessa dai numerosi bambini che proprio in quel momento, tutti con la loro divisa, tornano da scuola. Dire entusiasmo da parte loro probabilmente è poco. Tutti ci salutano sorridenti e ci danno il cinque felici e festanti.

Barangay Bucana

Debbo dire che ho girato tanti posti nel mondo ma le sensazioni e le emozioni che mi danno questi bambini in questa giornata mi spiazzano piacevolmente e mi fanno commuovere…Di per se il paesino non è nulla di che se non per il ponte tibetano basculante…molto basculante…che unisce le due rive della foce del fiumiciattolo che lo attraversa e che è molto caratteristico. Devo dire che qui si ha veramente l’impressione di essere trai primi foresti ad esser giunti sul posto. Per carità i bambini hanno i loro bei smartphone e tablet, non siamo nella savana remota, ma è molto divertente ed emozionante scovarli a fotografarti di nascosto come se fossi una star di Hollywood.

El Nido, oltre a isole e spiagge mozzafiato, regala anche paesaggi e colori davvero molto suggestivi con ricche piantagioni di riso e tanto verde ovunque. I piccoli paesini che si alternano danno sempre l’impressione di essere molto puri e tranquilli. A parte il piccolo centro di polizia nel paese di El Nido praticamente non abbiamo mai visto un poliziotto in giro e sinceramente non ne abbiamo mai nemmeno riscontrato la necessità. Nemmeno quando una sera ci addentriamo in un piccolo festival dedicato alla battaglia fra galli. Lo so non è il massimo e non voglio urtare animalisti e amanti, come me, degli animali ma qui è pratica piuttosto comune e i galli si vedono un po’ ovunque, liberi o in grosse ceste o borse che i filippini spesso si portano dietro. I miei amici sono un po’ timorosi, nella raffazzonata tribuna in bamboo siamo decisamente gli unici stranieri, tutti gridano per puntare le scommesse sul gallo vincente. La battaglia generalmente dura poco, un gallo soccombe ma non ho l’impressione che muoia poverino. Dietro alla tribuna un improbabile “cucitore” cura le ferite ai malcapitati galli soccombenti. Mettendoci un po’ di fantasia si può dire che gli avventori rappresentino la El Nido malfamata…ma come detto bisogna usare un po’ di fantasia. Tutti urlano, puntano, tifano ma al di la di questo non vedo nulla di pericoloso e difatti anche qui non si vede anima viva di poliziotto.

Le giornate a El Nido scorrono pigre, hai sempre lo stato d’animo di chi non se ne andrebbe mai. Insomma è un posto dove si sta strabene. Certo turisti ce ne sono tanti ma le folle, i McDonald’s (con tutto il rispetto per McDonald’s ovviamente) i Mall qui non li troverete ancora. E non so quanto durerà. Quindi il mio consiglio è: andate al El Nido prima che cambi e perda la purezza e semplicità che ancora trasmette. Per quel che riguarda le isole, le spiagge, i paesaggi, bhè quelli penso dovranno metterci ancora molto tempo e molto impegno prima di riuscire a rovinarli.

Un ultimo consiglio. Almeno una sera andatevi a prendere un aperitivo sulla spiaggia di Corong che si trova subito alle spalle del paesino di El Nido. Noi siamo scesi lungo una piccola stradina ed abbiamo trovato il bar di un piccolo resort che aveva i tavolini direttamente sulla battigia con scenario la baia costellata di barche ed una luce talmente bella ed unica sul mare da lasciarci un po’ storditi.

Aperitivo a Corong Beach

Ce ne veniamo via ripartendo da quell’aeroporto in un’altra dimensione e una volta che la vediamo dall’alto El Nido ci manca già e ci lascia l’immenso desiderio di tornarci il più presto possibile….

Informazioni Pratiche:

Trasferimento: Volo diretto Manila/El Nido – Compagnia: Air Swift – Costo: € 270 A/R (il volo a Puerto Princesa costa molto meno ma se si hanno pochi giorni a disposizione consiglio vivamente questo comodissimo volo)

Hotel: Chariz Inn – € 16 atesta in camera tripla con prima colazione. Mia recensione su Tripadvisor: Chariz In

Noleggio Scooter: Php 600 al giorno – circa € 11.50

Non smettete mai di dire Io me ne andrei…

    Comments (4)

    • Grazie cari. Ve lo consiglio vivamente prima che venga “turisticizzato” troppo. Ad ogni modo tutta la parte centro nord di Palawan è fantastica. Prossima volta la perlustrerò in lungo e in largo arrivando fino a Coron che è più a nord e che pare sia ancora più selvaggia.

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  1. Ciao! Ho letto su vari siti che la zona di Palawan é pericolosa per i turisti ma vorrei raccogliere opinioni di persone che ci sono state.
    Hai avuto l’impressione che non fosse sicura? Che altri posti hai visitato nelle Filippine?

    Grazie 🙂

    Rispondi

    • Palawan si dice pericolosa solo nell’estrema parte meridionale, dove ci sono gruppi estremisti islamici. Se tu stai da Puerto Princesa, che è la capitale ed è al centro, verso nord non esiste alcun tipo di pericolo. Io ti consiglio comunque di andare a El Nido, non per una questione di sicurezza, ripeto che Palawan è sicurissima ma perchè è una zona spettacolare.

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